deliri destrorsi

C’è stato un periodo della mia vita in cui diverse persone volevano convincermi che la cosa migliore per noi cristiani fosse avere al governo una persona che razzolasse male ma che predicasse bene. Questa fu la domanda che mi venne posta un giorno come tanti (durante la campagna elettorale del ’95) a lezione, da parte di un religioso gesuita spudoratamente, sfacciatamente e, aggiungerei, disgustosamente, di destra: preferisci, al governo, un ateo coerente (riferendosi a D’Alema) o un cattolico incoerente (riferendosi a Casini e Berlusconi)? Nonostante io fossi un fervente credente e fossi (come un allocco, direi oggi) attratto dalle parole del professore – io che a quei tempi, dell’autenticità e della coerenza facevo il mio cavallo di battaglia, – rimasi prima perplesso infine di sasso di fronte a quel quesito. Quelle parole produssero dentro di me una sorta di fastidioso sfregamento e un antipatico prurito. Indigesto e poco masticabile era quel pensiero, e subito mi resi conto che non poteva essere così.

Ma in quegli anni ero facilmente condizionabile e tremendamente pauroso e le parole comunismo e ateismo suscitavano in me troppi timori perché io potessi anche minimamente avvicinarmisi; anche solo per conoscerle. Così una serie di “state attenti”, che il professore aveva iniziato a snocciolare con frenesia, aggiunti ad una serie (quasi litanica) di “cose tremende” che un eventuale governo di sinistra avrebbe fatto e appoggiato (eutanasia, matrimoni e adozione ai gay, abolizione dell’ora di religione e altre diavolerie), io mi convinsi che, effettivamente, la cosa migliore sarebbe stata votare un governo di centro destra.

Sfortunatamente (fortunatamente) per me, non avevo fatto i conti con mia zia e con la mia famiglia intera che ignoravo fosse dall’altra parte. Così, a casa, durante una delle tantissime discussioni che si facevano, venne fuori l’argomento e cioè che, con molta probabilità, avrei dato il mio voto a Silvio Berlusconi (che, detto tra noi, nemmeno sapevo chi fosse). Apriti cielo, successe il finimondo! Ma io, convinto delle mie scelte, rimasi impassibile, li lasciai commentare e andai in bagno. Dall’interno della toilette udii mia madre che, sconsolata e amareggiata per ciò che da lì a qualche giorno avrei fatto, si confidava con mia zia. Quando uscii dal bagno zia Gesuina mi disse solo una cosa in sardo: Michele, non has a fai una cosa aicci a tzia tua (non vorrai fare una cosa del genere a tua zia)! Questa fu la fine della mia avventura come votante del centro destra.

Oggi sedici anni dopo ringrazio mia zia che riuscì a fermare il mio delirio cattolico-destrorso e che riuscì a ricondurmi sulla retta via. Oggi, sull’orlo del disastro in cui dopo diciassette anni quel personaggio ci ha condotto, ringrazio perché grazie a mia zia ho potuto aprire gli occhi e posso dire di non aver fatto parte di quella schiera che, come allocchi e persone incapaci di ragionare con la propria mente, hanno creduto a Silvio Berlusconi, lo hanno sostenuto e adorato come un dio!

 

5 thoughts on “deliri destrorsi

  1. indolefelina ha detto:

    Zia Gesuina sarà orgogliosa di te (e di sé)!

  2. Alessio Zini ha detto:

    ahahahaahahha vai Gesuina!!!!!!!!!!!!

  3. dd ha detto:

    hahahah!meravigliosa la frase di tua zia!
    il problema degli adoranti di berlusconi è che nemmeno su un parente stetto riporrebbero tutta questa fiducia. Io non so come abbia fatto….sicuramente grazie ai media, ma alla base ci deve essere un’importante mancanza di materia grigia e, nel migliore dei casi, di senso critico.

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