L’equivoco (quarta parte)

Sconsolato e sazio della sua solitudine, decise di rialzarsi e camminare. Avrebbe potuto cercare di comunicare con chi l’aveva gettato via e fatto cadere nel vuoto, ma prendere quella decisione avrebbe significato arrendersi, ammettere di aver sbagliato e riconoscere che non esiste vita senza di Lui. Come fare, allora, per cercare di oscurare quel sentimento e quella necessità impellente di comunicazione? Scosse il capo e tentò, per quanto fosse in suo potere, di ricusare quel pensiero; non avrebbe ceduto. Chi l’aveva cacciato non era mai stato menzognero, mai. Perché avrebbe dovuto esserlo questa volta.

L’ospite continuò a vagare senza una meta sulla superficie di un mondo che era diventata la sua casa. Vagò e vagò ancora per milioni di anni fino a quando, con sua meraviglia, degli esseri viventi mai visti prima, che non si muovevano come i precedenti organismi e che, diversamente dagli altri, avevano lo sguardo assettato di sapere, comparvero sulla terra. Possibile che fossero loro? si domandò stupito. La creatura si nascose. Ora che aveva la possibilità di comunicare, si fece indietro. Quegli esseri viventi parlavano tra di loro e con qualcun altro, certamente erano in grado di comprendere anche lui. Erano disponibili a ricevere la conoscenza ed avere la sua amicizia? Non poteva emarginarsi proprio ora, aveva aspettato così tanto tempo che arrivassero, e finalmente era successo: l’essere annunciato sin dagli albori dell’esistenza si era mostrato. Mise a bada l’eccessiva euforia e l’esagerato eccitamento che quel pensiero produsse, e attese in silenzio. Decise che li avrebbe osservati. Sì, prima di mostrarsi li avrebbe scrutati e conosciuti di nascosto.

Era meravigliato. Estasiato dalla grandezza dei nuovi arrivati. Il loro esistere non sembrava dettato da un istinto animale bensì ponderato e ragionato. La causa prima che muoveva il loro agire non era pura istintualità e bramosia di mangiare o possedere, no, era qualcosa che andava oltre. Come se dietro ogni gesto ci fosse un disegno ben preciso. Come se, ad accompagnarli, ci fosse un’alterità altra rispetto a ciò che quegli ‘esseri stessi mostravano. Eppure, ne era certo, loro non erano come lui: erano diversi. I viventi che si erano manifestati erano caduchi. Ne era sicuro. Forse destinati ad un’immortalità futura, ma non presente. Cosa cercavano nel loro esistere? Cosa volevano diventare? Qual era la loro visione del mondo, che scopo avevano? Queste ed altre domande iniziarono ad affollargli la mente e ad attendere risposta. Oh, se solo avesse potuto mostrarsi. Se solo avesse la possibilità di comunicare con loro! Si spostò.

La creatura che volontariamente si era nascosta nell’ombra tentò di scrutare ancora più attentamente i nuovi arrivati ma, per farlo, ne era consapevole, doveva avvicinarsi. Si immerse nell’ombra di una pianta, per poi muoversi tra i cespugli. Avanzò dietro alcuni arbusti e strisciò dietro una roccia. Il suo essere provò a celarsi e a muoversi di soppiatto. Facendo silenzio, si allungò e si restrinse fino ad assumere una forma oblunga e sinuosa. Li vide da lontano: erano là, immobili, che conversavano. E lui avanzò.

(continua)

Annunci
Contrassegnato da tag , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: