Chiudere la porta

Chiudere la porta potrebbe servire.
Ritagliarsi uno spazio, anche.

Stare seduti sul letto, a guardare fuori, in attesa, con il dito incastrato tra le pagine di un libro qualunque. Osservare le foglie degli alberi mosse dal vento. È un vento caldo di settembre. Non è un libro come gli altri.
Lasciarsi dietro possibilità, lasciarle tali. Perdere il tempo o lasciarlo sospeso per un po’,
fin quando non accade qualcosa.

Eppure, tutto profuma di obbligatorio: ogni situazione, ogni sentimento, ogni parola, anche i sogni.
La libertà è rimasta chiusa fuori dalla porta. Quando l’ho chiusa ne ero al corrente.
Non è stata una buona idea chiudere la porta,
lasciare fuori la libertà e chiudersi dentro. Stare seduti sul letto ad aspettare che succeda.

Fuori fa caldo, ma è un caldo fastidioso, che ti fa sudare freddo. È un vento che ti fa ammalare. Ed è successo.
Il rischio, è chiaro, è che entri dentro.

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