Archivi tag: dolore

Spegne la luce

Spegne la luce quando la luce è già spenta. Quando il pensiero si accende, quando la vita è presente. Quando il ricordo è pressante. Chiude la porta, si avvicina al letto, si infila dentro le coperte, accarezza il corpo e quando arriva si fa sentire; stringe il collo. Stringe, e non lascia respirare. Soffoca.

Due mani, nere e grandi, che opprimono. Stringono forte, fino a quando il respiro non si ferma; non smette di esistere. Arrivano silenziose, le mani, ma si sentono. Si vedono. Il respiro è spento e il cuore batte rumorosamente. Il sonno è morto. Il calore invade il corpo e questo si irrigidisce, si blocca.

Copre gli occhi, tappa le orecchie, chiude la bocca. Crea solitudine. Uccide la speranza. La paura è paura, e non permette di vedere altro.

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Mal di denti

Mi piace addentrarmi dentro il dolore. Insinuarmi nelle zone più interne e difficilmente raggiungibili dalla mente, perché una volta trovate risulterebbero troppo atroci da sopportare. E una volta immerso nell’acqua gelida della sofferenza adoro sostarvi, a mollo, in silenzio e in ascolto. È un battito, una pulsazione ritmica che ti toglie il respiro, e che ti parla. Perché il dolore va ascoltato per scoprire dove potrebbe condurci.

Mi piace incontrare il limite e scoprire fin dove posso arrivare, prima che la vita attorno a quel nocciolo di afflizione diventi insopportabile. Il dolore è come un granello di sabbia, è intenso ed è in grado di strapparti via la lucidità. Ma c’è e va tenuto…fino a quando il dentista non decide di toglierlo.

Ahi!

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La felicità si è sposata

Quand’anche uno pensasse che la felicità stia dietro l’angolo ad attenderlo, non si illuda; non è così. Essa non sempre è accondiscendente e non brama di farsi trovare con facilità. Può succedere che si affacci di tanto in tanto alla porta o che sia di passaggio e si intraveda alla finestra, ma non porta con sé le valigie e non è sua abitudine soffermarsi a lungo. La felicità è nomade per natura, è vagabonda.

Una volta mi capitava di incontrarla più spesso, era così luminosa e gratificante…e anche se le sue visite erano brevi e fugaci, amava ritornare più frequentemente di quanto non accada oggi. Forse è invecchiata anche lei come me e le viene più difficile raggiungermi!

Era sempre sola, la felicità. Non arrivava mai accompagnata da nessuno. Adesso, invece, la vedi sempre arrivare con un compagno, che sembra non desideri mai di lasciarla. Credo si sia sposata, la felicità. Il suo compagno è il dolore, e ha la brutta abitudine di restare anche quando lei è ripartita.

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