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Dubbi

« Una delle cose di cui parlavamo era l’origine dell’universo e se ci fosse stato bisogno di un Dio per crearlo e per metterlo in movimento. Avevo sentito dire che la luce proveniente da galassie lontane è spostata verso l’estremo rosso dello spettro e che questo fatto dovesse indicare che l’universo è in espansione (uno spostamento verso l’azzurro significherebbe che esso è in contrazione). Ero sicuro che dovesse esserci qualche altra ragione per lo spostamento verso il rosso. Forse nel suo viaggio verso di noi la luce si affaticava, e quindi si spostava verso il rosso. Sembrava molto più naturale un universo essenzialmente immutabile ed eterno. » (Stephen Hawking)

Se avessi la possibilità di osservarmi esternamente, certamente faticherei a riconoscermi. Io che dubito di Dio, dell’Eterno, del sempre esistito. Colui a cui ho dedicato parte della mia vita –  giovane vita, aggiungerei, – in realtà non esiste;  non è mai esistito. Una verità tremenda.
Non nascondo che l’idea che l’onnipotente sia solo un’invenzione (se pur comprensibile) dell’uomo, resta per me qualcosa di inquietante e di difficilmente accettabile, ma le parole dell’uomo che ho citato sopra sono talmente piene di verità che non rifletterci su o, per lo meno, non concederle almeno un minimo di attenzione, sarebbe veramente come prendere due grosse fette di prosciutto e mettersele voloutamente sopra gli occhi.

All’origine di tutto, dunque, non ci sarebbe altro che il nulla! L’universo è iniziato per puro caso. Niente ha dato inizio a ciò che ci circonda, tutto è avvenuto così, da un’improvvisa esplosione. Nulla ha dato origine all’universo, nemmeno Dio. Egli non poteva perché, semplicemente,  non poteva esistere. Prima del big bang, infatti, non esisteva il tempo, questo è iniziato nel momento preciso in cui tutto  ha avuto inizio. Non esistendo un tempo precedente a questo evento, non si può parlare di un prima, quindi di un qualcosa che è avvenuto prima o che poteva esistere prima, semplicemente perché non c’era un prima, e se non c’era un prima non poteva nemmeno esistere un dio che potesse dare origine a tutto. Qualcuno, però (e giustamente, direi io) potrebbe addurre che Dio è al di là del tempo e che quindi, essendo eterno, il suo esistere trascende le categorie fisiche conosciute e non essendoci stato un momento in cui è nato – essendo sempre esistito, –  egli poteva benissimo aver deciso di creare l’universo. Come dare torto a questa espressione? Qualcun altro potrebbe però ribattere che è  troppo facile dire che Dio è al di là di ogni categoria fisica e quindi trovare ogni tipologia di verità scientifica che confuti anche solo l’idea di un dio; così è stato.

Eppure, di fronte a questo dubbio così profondo che non può non arrivare fino alle viscere del pensiero, non posso esimermi dal continuare a cercare una soluzione. È vero, l’uomo è abituato a pensare a ciò che lo circonda come ad una causa e ad un effetto, e quindi a ricercare sempre cosa ha dato origine a…e cosa ha dato origine a ciò che ha dato origine, e così via.
È dura, tremendamnte dura pensare che siamo l’effetto di nulla se non della pura casualità. È tremendo credere che non esistiamo per un motivo, ma che l’unica motivazione per cui esistiamo è l’esistenza stessa.

Il nulla e Dio; e se entrembi fossero due facce della stessa medaglia?

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