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Eccole

Eccole, le parole.
Così difficili da raggiungere, così in alto, lontane.
Eccole, così lucenti, quando si lasciano prendere;
tremende, intense.
Eccole, le parole.
Proprio quelle, non altre,
non diverse.
Ordinate, facili, scivolano via, veloci,
non inciampano,
non cadono, non si fermano,
non zoppicano.
Eccole, le parole.
Sono lì, e si lasciano acchiappare,
agguantare.
Così sfacciatamente, con fastidiosa semplicità.
Dopo avermi fatto morire,
dopo l’angoscia, la solitudine,
il deserto.
Eccole, maledette.

Eccole. Le parole.

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Dal basso…

No, non ci sono nuvole,
che se ci fossero le osserverei dall’alto
come si osserva la tenerezza,
allungando una mano, cercando di sfiorarla.
Come si sfiorano le nuvole
quando si posano sulla cima di una montagna.
Come si toccano i sogni
quando ne abbiamo la possibilità.

No, non ci sono nuvole,
che se ci fossero le guarderei dal basso
come si guarda la gioia,
allungando una mano, inutilmente.
Come l’acqua tra le dita, che passa.

No, non ci sono nuvole,
non ci sono,
che se ci fossero, le vedrei.

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Il sentiero

Un sentiero, curvo,
accompagnato da teneri gambi,
va avanti ma è storto,
qualche filo sottile si intrufola
poi finisce e resta lì.

Non ha senso un viottolo così,
non ha un perché
e, se esiste, vivacchia.

Il sole gli fa da compagno,
l’unico che lo calpesti,
senza ombra avanza
e senza confini si spegne

Sembra che sorrida,
quella mezza via.
Già lo vedo
mentre archeggia la bocca,
è un tiepido gesto
ma poi si inarca verso il basso
e finisce.

È il sentiero dell’uomo,
senza un senso,
senza un perché.
Come l’esistenza,
come la vita.

 

 

 

 

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Che ci posso fare?

se…

non mi piacciono i grassi,

non mi piacciono i lagnosi,

non mi piace chi si vanta,

non mi piace l’esagerazione.

Non mi piace la frutta.

Non mi piace il successo degli altri (quando non è meritato).

Non mi piacciono le donne,

non mi piace la destra,

non mi piacciono gli insistenti,

non mi piace chi parla a vanvera,

non mi piace il chiasso,

non mi piacciono le scadenze, soprattutto quando si avvicinano.

Non mi piace l’ovest,

non mi piace la confusione,

non mi piace la fretta,

non mi piacciono gli insetti.

Non mi piaccio io,

quando invidio, quando rallento,

quando sto fermo,

quando perdo tempo, quando mi guardo indietro,

quando non oso, quando non insisto,

quando non esagero, quando mi lagno,

quando ho paura, quando non mi sforzo,

quando non sudo, quando non ci do dentro,

quando sono equilibrato, quando ritorno indietro,

quando non vado avanti.

Non mi piaccio.

 

 

 

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