Archivi tag: rimedio

Un…rimedio per la vita (utlima parte)

Rimedio sorrise. «Sono felice che lei abbia fatto questa affermazione. Mi domandavo quanto tempo avrebbe ancora aspettato a chiedermi informazioni sul mio nome. Ebbene, carissimo Jacopo, sarò felice di spiegarle come mai porto questo appellativo perché, infatti, oltre ad essere il mio nome è anche ciò che porto alle persone. Esso è il significato stesso della mia vita. Un rimedio!»
«Si spieghi meglio» lo interruppe Jacopo.
«Con molto piacere!»

Rimedio si alzò in piedi e si avvicinò all’anziano porgendogli il braccio per aiutarlo a sollevarsi dalla sedia. Jacopo accettò senza fare domande l’aiuto dell’uomo e si lasciò condurre. I due uomini attraversarono la porticina e si fermarono di fronte a sa prazza – il cortile antistante la casa – e Jacopo pensò tra sé e sé di quanto ne fosse orgoglioso. Rimedio non si fermò e andò verso alcune sedie di legno poste alla rinfusa in cortile, ne prese due, le sistemò ordinatamente e aiutò l’anziano a sedersi, infine si accomodò anche lui.
«Come è fortunato lei, signor Becciu, a vivere in un posto come questo. Con questo profumo, con questo cielo e con questo clima sempre clemente. Una meraviglia della natura che merita di essere ammirata da chiunque, ma non a tutti viene data questa possibilità, come non a tutti viene data la facoltà di vivere. Pensi a quelle vite durate una manciata di secondi o spezzate nel bel mezzo della giovinezza, bloccate dalla malattia o da cause fortuite. Rifletta su tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, non sono mai riusciti a vivere con pienezza la loro esistenza; crede che abbiano colpa di questo? O, piuttosto, hanno gustato solo ciò che dovevano?

Caro Jacopo, l’ora è tarda ed io devo concludere la mia visita, ma non lo farò prima di averle rivelato il significato del mio nome. Lo farò con una domanda alla quale lei stesso darà una risposta: esiste un rimedio per la vita? Se sì, allora non avrà nessun problema ad accettare la mia richiesta. Se invece crede che la vita non abbia bisogno di essere rimediata, ma semplicemente vissuta, allora ci saluteremo e lei potrà terminare in pace ciò che del tempo ancora le resterà da percorrere, prima che tutto abbia termine.»
Rimedio attese qualche istante e non poté fare a meno di notare l’aria serena del vecchietto che aveva di fronte, poi un sorriso carico di gioia si accese sul volto del signor Becciu. Così, comprendendo appieno quale fosse la risposta in cuor suo dell’anziano, non poté che, anch’egli, rispondere allo stesso modo. Rimedio si alzò in piedi, abbracciò il vecchio con delicatezza, lo salutò cordialmente e si congedò da lui.

Nell’uscire dal grande portone in legno che conduceva in strada, Rimedio sorrise ancora tra sé e sé, quasi con malinconia. Sì, perché ne era certo, avrebbe trovato qualcuno che non fosse soddisfatto della propria vita e lui, come sempre faceva, vi avrebbe posto rimedio.

Contrassegnato da tag , , ,

Un…rimedio per la vita (terza parte)

Jacopo si portò più in su gli occhiali che, intanto, erano scivolati a metà naso, e trasse un profondo respiro. Poi si alzò stancamente dalla sedia e si diresse verso un piccolo frigorifero, lo aprì, estrasse un quarto di una forma di formaggio e la appoggiò sul tavolo, tornò su suoi passi ancora una volta e dall’interno di un piccolo sgabuzzino prese una bottiglia di vino rosso.
«Gradisce?» domandò a Rimedio, accennando ad un movimento con la mano e mostrandogli la bottiglia.
«Molto gentile!» rispose lui, sorridendo delicatamente.

Jacopo aprì il cassetto sotto il vecchio tavolo della cucina e ne estrasse un coltello con il quale tagliò un pezzetto di formaggio che porse al dirimpettaio, invitandolo ad assaggiarlo. Prese un apribottiglie e stappò il vino. Dopo si trascinò ancora verso una mensola e prese due bicchieri, versò il vino in entrambi e ne allungò uno all’uomo.
«Si chiama Monica, non pensa che si sposi perfettamente con questo formaggio?» domandò Jacopo, dopo aver sorseggiato due dita di vino.
«Sicuramente!» rispose senza dubbi Rimedio e, preso in mano il bicchiere, si unì al suo ospite.
I due uomini restarono qualche minuto in silenzio, assaporando il formaggio e il vino. Il sole era ormai calato del tutto e dalla finestra della piccola casa dell’anziano entrava un’arietta fresca e profumata di mirto, misto a qualche altro odore di macchia mediterranea.
«Lei è un bravo venditore!» disse improvvisamente Jacopo, rompendo così il silenzio.
«Si spieghi meglio» incalzò Rimedio.
«Sa benissimo che io avrei solo da perderci prendendo in considerazione la sua offerta, sempre che lei non mi stia prendendo in giro dal primo momento in cui è entrato in casa mia. Perché se io accettassi, accadrebbe che il tradimento verso tutto ciò che ho vissuto e verso tutte le persone che ho conosciuto, sarebbe completo. Definitivo. Ragioni sul mio discorso e segua bene ciò che sto per dirle. Se mi è stato concesso, da non so chi o cosa, di vivere questa esistenza e di fare queste e non altre particolari esperienze, è perché io avessi la possibilità di scegliere ogni singola azione, di fare consapevolmente la scelta giusta che ritenevo adatta per quel momento o quella situazione. Fosse essa buona o cattiva era la scelta corretta e per questo saggia. Se ho sposato la donna che ora è morta ma che, come se fosse davanti a me, continuo a portare nel cuore, è perché credevo che fosse la donna per me, l’unica che io potessi amare. Se ora decidessi di firmare e di vivere un’altra vita, sarebbe come se rinnegassi ogni mia decisione, ogni mio sì e ogni mio no. Sarebbe come sconfessare i miei figli, come sostituirli e anche se, come dice lei, io non avrei ricordo della mia vita passata, so che alla fine dei tempi mi sarà chiesto di saldare i conti, anche di questa scelta. E poi, chi mi assicura che non mi si prospetti una vita di stenti, di povertà o di sofferenza? Chi?»

«Sono certo di non aver mai trovato una persona così aggrappata alla propria vita come lei!» lo interruppe Rimedio «E questo è ammirabile, ma anche, ahimè, tremendamente sciocco. Ora, se l’ora non è tarda e se avrà la pazienza di ascoltare anche me, le spiegherò con brevità di parole le ragioni per le quali lei debba assolutamente accettare la mia richiesta. Se le valutazioni che produrrò e che le offrirò non saranno di suo gradimento o, semplicemente, lei le riterrà poco convincenti, mi farò da parte e le augurerò semplicemente una buona notte.» Rimedio attese qualche istante, poi ricominciò a parlare.

«Quale pensa che sia il senso della vita di un uomo? Semplicemente, quello di vivere la propria esistenza? Di trascorrerla, giorno dopo giorno, guardandosi indietro e riflettendo su quanto sia stata stupenda la giornata appena consumata? Perché di ciò si sta parlando! I ricordi, carissimo Jacopo, per quanto possano essere belli, resteranno limpidi il tempo di una giornata, o poco più, poi sbiadiranno e faranno parte del passato. O pensa, piuttosto, che un uomo debba vivere per restare? Per lasciare un segno, grande o piccolo che sia? Non si illuda, per sua sfortuna è nato in un mondo in cui tutto ha un inizio e una fine, ogni cosa è regolata da questo ciclo: ogni giornata, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo. Ogni essere vivente è inglobato in questa sequenza. Così ogni idea e ogni pensiero che produciamo ha avuto origine da qualcosa e terminerà in qualcosa. La vita in sé non ha significato se non intrinsecamente a ciò che sta significando in quel determinato momento. Nessun altro. Ogni cosa prodotta o conquistata resterà là, dove l’abbiamo lasciata. Forse durerà il ricordo di noi o forse no, chi potrà dirlo? Di certo, lei non avrà la possibilità di saperlo. Questo discorso, e poi concludo, è per farle capire che la vita di un uomo ha senso finché la sta vivendo, dopo perde di sapore e svanisce. Quando lei terminerà questa vita non ne avrà un’altra e non avrà memoria di ciò che ha vissuto, non potrà crogiolarsi tra sé e sé ripetendosi: “quando è stata piena la mia vita!” No, perché il termine, che arriva inesorabile per ciascuno, ne determina anche la conclusione. Non perda questa occasione, buon uomo, si faccia un’altra bella vita su questa terra, qualunque essa sia!»
Jacopo restò immobile con il bicchiere di vino in mano. Le parole di Rimedio erano pungenti, affilate e penetravano con facilità nello spirito e nella mente. Erano persuasive e tremendamente efficaci. L’anziano vincitore del premio aggrottò la fronte e rimase ad osservare l’ometto.

«Che strano nome…Rimedio» disse poi di getto, Jacopo.

(continua)

Contrassegnato da tag , , ,

Un…rimedio per la vita (seconda parte)

Rimedio annuì alle parole dell’anziano e senza dare la men che minima intenzione di volersi accomiatare da lui, estrasse dalla tasca un foglietto bianco ben piegato, lo aprì, si schiarì la voce e iniziò a leggerne il contenuto:

«Alla cortese attenzione del signor Jacopo Becciu,

si informa il gentilissimo, che lei è stato sorteggiato tra diversi miliardi di persone per poter vivere una seconda vita in questo mondo, ma alle seguenti condizioni:
punto primo, non le è permesso rivelare ad alcunché persona o animale o essere vivente questa straordinaria possibilità;
punto secondo, dovrà consegnare interamente la propria vita, fin ora vissuta o che le resta ancora da vivere, in cambio della nuova;
punto terzo,non ha alcuna possibilità, data la non memoria della vita precedente, di recedere in alcun modo dal contratto;
punto quarto, il seguente contratto sarà attivo dalle ore otto del giorno seguente la firma del suddetto.

In fede

Signor Rimedio»

Jacopo rimase con gli occhi spalancati, la bocca aperta  e una mosca in procinto di entrarvici dentro. Poi riprese controllo dei suoi sensi e fece di no con la testa.
«Carissimo Rimedio, io mi sento onorato di questa incredibile possibilità che mi viene offerta, ma mi permetta di farle alcune domane che credo siano necessarie, nonché estremamente ovvie e decisamente urgenti: chi sarebbero i miei nuovi genitori? Dove dovrei cominciare la mia nuova vita? E, soprattutto, che senso ha ricominciare una vita senza essere a conoscenza di averne vissuta un’altra? Capirei sei lei mi desse la possibilità di tornare a quando avevo vent’anni e io potessi, in caso non l’avessi già fatto, fare esperienze nuove e arricchenti. Ma in questo modo, senza avere coscienza di ciò che sono stato, rischierei di rifare gli stessi errori o le stesse scelte! Non ne conviene? Abbia la pazienza di seguire il mio discorso, che credo sia illuminante.

Ogni persona ha una vita da vivere, e solo una. Non conosco nessuno che possa vantarsi di aver vissuto più vite di quelle che gli spettano. Nessuno. Mi hanno altresì insegnato che ogni attimo della vita va vissuto appieno, senza remore e senza ripensamenti, accettando ogni cosa come buona, sia essa positiva che negativa. Immagini solo per un attimo se l’uomo sapesse di avere la possibilità di vivere un’altra vita, se venisse a conoscenza che esiste una sorta di lotteria e che in questo fantomatico gioco ci sia la possibilità di essere selezionati. Come pensa che vivrebbero le persone? Come crede che gestirebbero la propria vita? Io stesso, sono sincero, se fossi venuto a conoscenza di questa possibilità, forse avrei osato di meno o, certamente, rischiato di rado.»

Rimedio piegò nuovamente il foglietto, lo ripose nel taschino e intreccio le dita delle mani sul tavolo.
«Vede, caro Jacopo, lei è troppo legato ad una vita passata ed è convinto che non si possa fare altro oltre a ciò che lei ha già fatto o vissuto. I suoi anni sono stati tanti, non ne dubito, ma tali restano. Non saranno diversi e non avrà la possibilità di viverne altri, in aggiunta a quelli già stabiliti. Nonostante la sua longeva esistenza, le sue esperienze sono circoscritte a quei mesi o a quei giorni. Pensi a quanti anni freschi avrebbe la possibilità di vivere: anni di nuove scoperte e nuovi orizzonti, anni di nuove occasioni e nuove emozioni che nemmeno ha la possibilità di immaginare. Non resti legato a ciò che è, perché io le sto dando la possibilità di essere una persona diversa dal presente e da ciò che è stata. Non sia così celere nel rifiutare questa possibilità poiché non a tutti viene data, e non ne esiste una seconda!»

(continua) 

Contrassegnato da tag , , ,

Un…rimedio per la vita (prima parte)

Jacopo si trascinava a casa dopo una lunga giornata a girovagare per le strade del suo paese e, con la stanchezza comodamente adagiata sulla schiena e una mano al bastone, sorrideva alla giornata che conduceva al declino. L’anziano isolano aveva vissuto una lunga vita e ne aveva viste tante, ma sebbene avesse fatto ogni tipo di esperienza e avesse conosciuto qualsivoglia meraviglia esistente sulla terra, mai avrebbe immaginato la straordinarietà di ciò che lo attendeva in casa.

«Un’altra vita?» domandò Jacopo, credendo di aver capito male e facendo attenzione a non far cadere il bicchiere colmo d’acqua che aveva appena preso in mano. L’ometto seduto di fronte a lui sorrise allegramente e confermò ciò che aveva udito l’anziano: «È esattamente ciò che ho detto e che volevo intendere: un’altra vita. Lo trova così strano? Tutti vorrebbero vivere un’altra vita! Domandi in giro per il paese, si fermi a chiedere nelle piazze, si affacci nei negozi e si informi se esista una sola persona che non voglia rivivere totalmente, o almeno in parte, qualche momento della propria esistenza!»
Jacopo restò basito e si convinse che l’ometto di fronte a lui lo stesse prendendo in giro.
«Sa, signor…com’è il suo nome?»
«Mi chiamo Rimedio, buon uomo.»

«Be’, caro Rimedio, io ho vissuto così tanti anni che oramai non sono nemmeno sicuro della loro quantità. Sono stato sposato e ho avuto tanti figli. Mia moglie è morta ormai da tempo e così tutti i miei figli. Ho visto tante cose e udito tanti suoni, ho incontrato tante persone e annusato tanti odori e profumi, ho assistito a molti eventi e situazioni e provate altrettante e, sinceramente, e per questo non me ne voglia, non ho necessità di vivere un’altra vita; mi è sufficiente quella che ancora non ho terminato. Quindi, se non le dispiace, o se le fa piacere, ha il permesso di proporre questo dono a qualcun altro.»

Rimedio annuì alle parole dell’anziano e senza dare la men che minima intenzione di volersi accomiatare da lui, estrasse dalla tasca un foglietto bianco ben piegato, lo aprì, si schiarì la voce e iniziò a leggerne il contenuto:

(continua)

Contrassegnato da tag , , ,