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Sogni

Ci sono sogni che vanno vissuti, e altri no.
Sogni che vanno interpretati e sogni che vanno giustificati.
Alcuni vanno nascosti e altri raccontati.

Ci sono sogni che vanno amati e altri che vanno odiati.
Molti sembrano tali ma nascondono altro.
Ci sono sogni premonitori e altri che sono reminiscenze.
Sogni che vorremmo acchiappare, o che non vorremmo mai avere fatto.

Ci sono sogni di cui ci vergogniamo e altri di cui andiamo fieri.
Sogni incompleti e sogni strampalati.
Sogni che lasciano il segno e che vorremmo fossero reali.
Sogni che non ci fanno dormire e sogni eterni.

Ci sono sogni che vanno seguiti e altri che vanno abbandonati.
Sogni illusori e sogni autentici.
Alcuni valgono il sacrificio altri la morte.
Ci sono sogni che ci spaventano e altri che ci confortano.

Ci sono sogni che sembrano sogni e la vita un sogno nel sogno,
ma quando ti svegli, è la vita.

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Imprecazioni

Fa così male scrivere di questo che a fatica muovo le dita.
Ci hanno strappato via i sogni, definitivamente. È questo che percepisco. Hanno mangiato con appetito famelico il nostro futuro, si sono ingozzati fino a schiantare e non hanno saputo fermarsi quando era possibile. Hanno consumato le nostre possibilità, e ancora lo fanno.

La recessione, questa nuvola oscura che incombe su di noi, non dà speranza alcuna, non ci offre nulla e l’unico menù possibile è la sopravvivenza (a discapito degli altri?). Il futuro che loro hanno potuto vivere a noi è precluso. È come se mi trovassi di fronte ad un cancello alto e sbarrato che tento di aprire, ma che tenacemente resta chiuso. A nulla serve urlare e pregare (chi?) di entrare: non si apre. La speranza è l’ultima a morire, si dice: ma se dovesse morire anche quella, cosa ci resterebbe?

Ci hanno strappato via i sogni, ci hanno strappato. Maledetti!

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Come polvere

Ci vuole davvero poco per far crollare un’impalcatura. È sufficiente estrarre qualche vite, alcuni bulloni e il gioco è fatto.

La mente è celere e incredibilmente astuta nel metterti di fronte a chi sei e a cosa non sei diventato. Rapidamente ti confronta con la vita degli altri e i loro successi, fa una carrellata delle tue cose incomplete, lasciate là, le puntualizza le evidenzia e le fa lievitare fino a toglierti il respiro.

Allora i tuoi sogni assumono la consistenza della polvere che, facilmente, viene spazzata via. È sufficiente un giudizio, un commento, un errore e quelle viti e quel bulloni scivolano via.

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